La fitoterapia: cos’è a cosa serve

La fitoterapia: cos’è a cosa serve

Oggi la fitoterapia costituisce la più popolare pratica medica fra tutte le terapie complementari.

Eppure non tutti sanno esattamente cosa sia e come agisca.

Ecco allora di cosa si tratta e in che cosa consiste.

Che cos’è la fitoterapia?

La fitoterapia è una forma di cura che, come dice il nome stesso, impiega piante ed erbe medicinali a scopo sia terapeutico che preventivo.

Le piante, infatti, producono numerosissime sostanze biologicamente attive utili alla salute.

Le proprietà dei prodotti vegetali sono conosciute fin dall’antichità, tanto che già nei primissimi manuali di medicina tradizionale cinese erano citati rimedi curativi molto potenti a base di erbe.

Non a caso, molti farmaci contengono principi attivi derivati da erbe e piante. A tutt’oggi quasi il 40%   dei farmaci moderni deriva direttamente o indirettamente ancora dalle piante.

La fitoterapia può essere usata per la cura e la prevenzione di disturbi lievi e moderati, ma anche di quelli più seri, sia di natura fisica sia di natura psicologica.

I rimedi fitoterapici possono essere usati da soli oppure possono essere associati ad altre cure naturali.

Possono essere abbinati anche ai farmaci, per potenziarne l’azione o per diminuirne gli effetti collaterali o i dosaggi. In questo caso, però, bisogna valutare con attenzione le interferenze farmacologiche: occorre sapere, infatti, che pianta e farmaco possono interagire fra loro.

Secondo il Ministero della Salute “i medicinali fitoterapici sono tutti quei medicinali il cui principio attivo è una sostanza vegetale”

Questi sono stati approvati dall’Agenzia italiana del farmaco, che ha verificato la loro qualità, l’efficacia e la sicurezza.

I medicinali fitoterapici, sono venduti esclusivamente nelle farmacie o nelle parafarmacie, alcuni dietro presentazione di ricetta medica e altri come medicinali senza obbligo di prescrizione o medicinali da banco.

I rimedi fitoterapici si trovano in diverse forme. In tutti i casi, la materia prima di partenza è costituita dalla pianta intera o, più frequentemente, da singoli parte, come la foglia, il fiore, la radice, il frutto ecc. ecc.

Gli estratti fluidi

Gli estratti fluidi si ottengono facendo macerare la pianta essiccata in un solvente (alcol etilico o glicerina) per un periodo di tempo variabile in base alla pianta.

Possono essere usati come tali o come ingredienti di pozioni, sciroppi o estratti secchi.

Sono poco utilizzati perché contengono meno principi attivi rispetto a macerati e tinture.

Gli estratti secchi

Gli estratti secchi si preparano a partire dagli estratti fluidi, con tecniche precise e a temperature non elevate, si fa evaporare il solvente, ottenendo una polvere finissima con una concentrazione elevata di fitocomplesso.

Generalmente, gli estratti così ottenuti vengono venduti in capsule, compresse o tavolette.

La tintura madre

Un’altra lavorazione tipica è la macerazione della pianta fresca o del suo succo con una soluzione di acqua e alcol per alcuni giorni (solitamente 21).

La soluzione ottenuta viene poi filtrata e messa a decantare per poi essere conservata in boccette con contagocce.

Le tinture madri vengono vendute in farmacia o in parafarmacia, in boccette in genere da 50 ml. Si tratta di una forma di estrazione molto diffusa e tra le più utilizzate.

Le tisane

In questo caso le erbe (fresche o secche) vengono opportunamente sminuzzate e poi vendute in questa forma oppure usate per preparare bustine già pronte.

Esistono due tipi di tisana:

l’infuso, che viene utilizzato per estrarre principi attivi delle parti più delicate di una pianta (fiori, parti erbacce e foglie).

Il decotto, che si usa per estrarre i principi attivi delle parti della pianta più dure (radici, semi, corteccia o legno).

Gli oli essenziali

Alcune piante contengono anche le essenze o oli essenziali, ossia una componente aromatica e profumata.

Questi principi attivi hanno una composizione molto complessa e possono essere estratti con un particolare processo di distillazione o spremitura.

Possono contenere quantità elevate di principio attivo, per cui vanno utilizzati con cautela.

 

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