Perché la “luna di miele” si chiama in questo modo?

Chi si è sposato o è prossimo al matrimonio, dopo la celebrazione, è partito o partirà per quella chiamata “luna di miele”. Perché si chiama proprio così? Qual è l’origine del nome? Gli sposi vanno nello spazio e raggiungono una luna fatta di miele? Scopriamolo continuando la lettura!

“Luna di miele”: dolce sì, ma…

Il giorno tanto atteso è arrivato, in cui lui e lei dichiareranno e suggelleranno il loro amore eterno e reciproco: sono entrambi davanti all’altare, si scambiano le fedi nuziali pronunciando la rispettiva frase di rito, il prete esclama “ora puoi baciare la sposa”… il matrimonio è fatto!

Gli invitati adesso escono dalla chiesa per permettere ai nuovi coniugi lo svolgere di altri piccoli rituali, dopodiché eccoli uscire anche loro e vedersi lanciare addosso il riso, confetti e altre cose previste dalla tradizione. Poi si continuano i festeggiamenti al ristorante tra cibo, musica e balli e infine è il momento dei saluti, così che i novelli sposi possano partire per la “luna di miele”, perciò tuta spaziale addosso, bombola d’ossigeno dietro, casco sulla testa e… buon viaggio!

Come, che cosa?!… solo pura e semplice ironia! I due consorti infatti non sono certamente astronauti sotto mentite spoglie e con il termine “luna di miele” non si intende nessun particolare corpo celeste nello spazio cosmico, ma sappiamo bene che l’espressione indica il viaggio di nozze, la cui destinazione si trova più che di sicuro sulla Terra!

Però allora perché e in che modo è venuto fuori “luna di miele”? Cominciamo con il dire che se la parola “luna” non farà riferimento ad un satellite di un qualche pianeta, è comunque legata all’astronomia e si usa per esprimere una misura temporale, corrispondente a circa 30 giorni (non a caso è proprio questo il periodo in cui la Luna compie la sua orbita intorno alla Terra).

La parola “miele”, invece, fa riferimento al più che conosciuto prodotto delle api, dal noto sapore molto dolce; quindi, interpretandola nel suo insieme, l’espressione “luna di miele” indicherebbe un lasso di tempo di circa un mese estremamente “zuccherino” e carico di “energia”, che si può abbinare abbastanza bene alla situazione di due sposi appena congiunti. In che senso?

E’ difficile negare che sia proprio il viaggio di nozze (e il periodo seguente al ritorno) il momento più dolce, più bello e più felice di tutti, in cui entrambi non vivono che d’amore per l’altro e il resto non conta… poi dopo però è facile che il gusto “mieloso” inizi a passare, a diventare più “aspro” e che arrivino i primi problemi matrimoniali!

L’origine del termine sembrerebbe derivare dall’idromele, cioè un fermentato alcolico di miele, e da alcune usanze tradizionali del passato: nell’antica Babilonia si era soliti donare agli sposi questa bevanda, tale che bastasse per quattro settimane, in quanto si riteneva in grado, sempre secondo la credenza, di rendere la coppia più feconda.

Anche in epoca romana e medievale si usava fare come regalo a due persone che si sposavano dell’idromele (o affini), perché considerato di buon auspicio.

E ancora, nella cultura norrena, dopo che si era concluso il rito matrimoniale, marito e moglie avrebbero dovuto bere ogni giorno, per un mese, un po’ del liquore a base di miele e restare completamente soli per tutto quell’arco di tempo.

Ci sarebbe anche un’altra possibile teoria sulla nascita dell’espressione, che fa riferimento alla “Luna di miele” Wicca, ovvero un periodo molto favorevole (secondo questa religione) per una festa nuziale, poiché si tratta di una fase di ricchezza e di rinnovamento positivo.

(da wikipedia.org)

Curiosità: le molteplici e non così dolci lune di miele di Carlo Verdone

Salvo eventuale divorzio, il matrimonio e la luna di miele sono cose che accadono normalmente una volta sola nella vita… eccezione fatta per Carlo Verdone, che è riuscito a sposarsi tre volte in un unico contesto e a partire per tre diverse lune di miele insieme!

Come ha fatto? Semplice, grazie al film commedia del 1995 “Viaggi di nozze”, da lui stesso diretto e interpretato. La storia racconta le vicende di tre differenti coppie di sposi, a comiciare dal momento del matrimonio fino allo svolgersi delle lune di miele, nelle quali l’attore incarna ogni volta il ruolo del marito e nello specifico abbiamo Ivano, romano coatto doc, sposato con Jessica (Claudia Gerini), il professor Raniero Cotti Borroni, la cui consorte è Fosca (Veronica Pivetti) e Giovannino, che prende in moglie Valeriana (Cinzia Mascoli).

Nessuna delle coppie però riuscirà a fare una luna di miele così “bella e buona” come la si può intendere, infatti in ogni duo di sposi ci saranno o arriveranno loro malgrado diversi di tipi di problemi, con conseguenze matrimoniali particolari a seconda del caso, anche tragi-comiche!

Non dico di più per non rischiare di anticipare scene del film a coloro che non l’hanno visto.

P.S.: soltanto un’altra piccola curiosità, cioè che la famosa frase “O famo strano?” è venuta fuori proprio da questa pellicola!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *