Perchè si dice fare biscotto per indicare una competizione truccata?

Sicuramente ti sarà capitato più volte di sentire il termine “fare biscotto” per indicare che il risultato di una partita di calcio o di un altro sport è stato truccato. Ma da dove deriva, esattamente questo termine? Noi abbiamo indagato e siamo pronti a svelarti il mistero!

Fare biscotto: un termine che risale all’ippica

Fare biscotto nel calcio, in qualsiasi altro sport singolo o di squadra non ha nulla a che vedere con profumate creazioni di pasticceria. Anzi, è un modo di dire dispregiativo che serve ad indicare una partita truccata, in cui le squadre si sono messe d’accordo per alterare il risultato.

Si tratta di un termine che viene ampiamente usato, anche in ambito giornalistico, e mette in dubbio l’onestà dei giocatori, allenatori e/o arbitri.

Ma da dove deriva l’espressione fare biscotto? Sembra che questa frase risalga al mondo delle scommesse clandestine sulle corse dei cavalli, un ambiente in cui girano molti soldi.

Il “biscotto” non era altro che un impasto, un blocco di mangime alterato con sostanze dopanti o comunque proibite, che veniva dato a uno o più cavalli in modo da alterarne le performance e, di conseguenza, i risultati della competizione.

Un’azione disonesta, dunque, che per fortuna al giorno d’oggi non è più così frequente grazie ai molti controlli che vengono effettuati sugli animali. Purtroppo, però, parlando in senso figurato, molte partite calcistiche e molto competizioni ad alti livelli sono state oggetto di presunti “biscotti”.

E tu? Conoscevi l’origine del termine “fare biscotto”? L’hai mai utilizzata?

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