Perché si dice “fare la cresta” sui soldi? Cosa significa la frase e com’è venuta fuori?

Mahmood ha cantato “Soldi, soldi,..” e, anche se non sono tutto, per ognuno di noi sono importanti e non ci piace quando altre persone ci “fanno la cresta” sopra! Cosa vorrebbe dire esattamente questa espressione? Da quando e quanto viene usata e qual è la sua origine? Leggiamo il prossimo paragrafo e lo scopriremo!

“Fare la cresta”: uno sbaglio interpretativo involontario… per una pratica più che volontaria!

La qualità della vita non va misurata in base a quanti soldi si hanno, perché possedere grandi quantità di denaro non comporta il fatto di essere necessariamente felici, infatti si può essere molto ricchi, ma questo non significa stare bene per forza.

D’altro canto però se i soldi non fanno o danno la felicità, di sicuro non rendono neanche infelici e ogni tanto poterne avere un pochino in più non fa certamente male, anche perché, vista la società in cui ci troviamo, senza i quattrini non si può fare molto!

La cosa importante però è quella di guadagnare in modo corretto… e non come i soliti furbetti che cercano di ottenere un “bonus finanziario” con i soldi altrui, ad esempio “facendo la cresta”.

L’espressione, non diffusissima, viene usata, in senso generale, nei confronti di qualcuno che si prende disonestamente un plus che non gli spetta da quello normalmente previsto in quel momento o, nel dettaglio, verso un individuo che, dai soldi ricevuti da altri per svolgere una commissione, trattiene una parte facendo risultare più cara, ovviamente sempre in modo illecito ed inventato, la spesa sostenuta.

Questa scorretta “pratica di guadagno” non è una cosa recente, ma risale già a molti anni addietro, cioè a quando i contadini erano soliti aggiungere in molte pietanze un particolare preparato chiamato “agresto”, per via del suo acre sapore, che si otteneva dalla spremitura dell’uva non ancora arrivata a maturazione.

In quei tempi, i contadini lavoravano per i proprietari terrieri, i quali erano i possessori dei campi e quindi anche delle vigne; i signori consentivano ai braccianti di raccogliere l’uva acerba al fine di realizzare l’agresto, ma avevano il permesso di prendere per loro soltanto quella e non i grappoli maturi. Secondo voi rispettavano tutti la regola? Decisamente no, e chi veniva scoperto veniva definito con la frase dispregiativa “fare l’agresto”, da cui poi, per errore d’interpretazione, è nata a poco a poco ed è arrivata fino a noi “fare la cresta”.

E se a “fare la cresta” ci si guadagna in modo disonesto e non ne consegue nulla di buono, ad “essere sulla cresta dell’onda o cavalcarla” ,invece, c’è da guadagnarci solo che positivamente! Per capire cosa intendo dire, guarda l’articolo dove si spiega il significato dell’espressione!

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