Perchè si dice finire a tarallucci e vino? E cosa vuol dire?

Dopo aver perso le staffe (e aver visto in questo articolo cosa significa), il modo migliore per riappacificarsi è con… “Tarallucci e vino”! Ma come mai si usa dire questa espressione? Tarallucci e vino rappresentano, forse la ricetta della felicità? Scopriamolo insieme!

Finire a “Tarallucci e vino” è sempre un piacere!

Finire a “Tarallucci e vino”, significa aver risolto una lite o una discussione molto forte nel modo migliore, serenamente e senza rancore, insomma “amici come prima” e “vissero tutti felici e contenti”.

L’origine di questo modo dire è tipicamente nostrana e arriva dal Meridione: i tarallucci (chiamati più semplicemente anche taralli), sono dei particolari biscottini, la cui ricetta è molto antica, a forma di piccole ciambelle e possono essere sia salati che dolci. Inoltre, a seconda della regione di provenienza, ne esistono molte versioni diverse (i più famosi sono quelli della Puglia e della Campania).

L’usanza vuole che questi fragranti biscotti venissero serviti alla fine di un pranzo o di una cena, o anche come segno di ospitalità alle persone che facevano visita a casa, abbinandoli proprio ad un buon bicchiere di vino.

Quindi, se concludere un pasto con tarallucci e vino, o offrirli come gesto di cortesia, garantisce un clima conviviale e felice, concludere simbolicamente un alterco a “Tarallucci e vino” non può che dare lo stesso risultato.

Ultimamente l’espressione è stata usata anche con accezione negativa, per indicare compromessi politici e accordi sommari.

Da una pratica della tradizione popolare, è venuta perciò fuori l’espressione che ancora oggi usiamo e di cui adesso conosci bene non solo il significato, ma anche l’origine.

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