Quando scadono gli smalti? E’ pericoloso usare uno smalto scaduto?

E’ un problema che affligge sia le appassionate più accanite, sia le ragazze che ne hanno pochi. Di cosa sto parlando? Della scadenza degli smalti. Ma quando scadono gli smalti? E’ pericoloso usarli dopo il superamento della data massima di conservazione? Scopriamolo insieme!

Quando scadono gli smalti? Si possono usare smalti scaduti?

Ehh, i nostri cari amici smalti: ci regalano davvero dei momenti unici e vorremmo stare sempre insieme… ma purtroppo gli “anni” passano anche per loro, oltretutto molto più velocemente rispetto ai nostri, e prima o poi saremo costrette a digli addio, poiché hanno raggiunto la scadenza… ma la dipartita può essere posticipata un po’!

E’ da tenere presente infatti che gli smalti non scadono allo stesso modo di altre cose come potremmo immaginare, ma quello che fanno è tendere a seccarsi con il tempo, rendendo complicata la loro applicazione, e questo si verifica perché contengono degli elementi cosiddetti volatili, cioè che si liberano nell’aria molto facilmente, causando così l’asciugatura del prodotto.

Uno smalto con della “storia” alle spalle, di per sé, non è un rischio per la nostra salute, tanto è vero che non produce sostanze che possono risultare tossiche, quindi è possibile utilizzarlo ancora per qualche tempo. Come fare? E’ sufficiente mettervi dentro del diluente (diluente mi raccomando, non solvente!), fino a che non otteniamo la consistenza che fa al caso nostro e il gioco è fatto!

Come fare per allungare la vita di uno smalto?

Altri consigli per “allungare la vita” di uno smalto, sono quelli di tenerlo riposto in luoghi lontani da fonti di luce o di calore, nonché troppo freddi, e dove è presente poca umidità. Inoltre, è sempre buona abitudine passare del solvente, attraverso un po’ di ovatta, sulla zona del collo del contenitore dopo aver utilizzato uno smalto, in modo da lasciarlo pulito e consentendo così una corretta chiusura del tappo, evitando passaggi indesiderati dell’aria.

Ma il proverbio “prevenire è meglio che curare” è sempre valido, quindi è più opportuno acquistare formati di smalto più piccoli, con la sicurezza di finirli, piuttosto che quelli grandi, con il rischio di sprecarli.

Dal momento che gli smalti semipermanenti hanno caratteristiche pressoché simili a quelli normali, tutte le regole viste finora sono valide anche per questo tipo di prodotti.

Concludo ricordandoti che, al fine di evitare comunque possibili conseguenze, è bene non utilizzare uno smalto oltre il tempo indicato dal PaO (periodo dopo apertura del prodotto), indicato sull’etichetta. E’ possibile individuare e capire facilmente la dicitura, perché compare per l’appunto la scritta Pao, seguita da un numero e la lettera M, che vuole dire mesi; quindi, ad esempio, se leggerai “Pao 24M”, significa che lo smalto in questione ha una durata di 24 mesi dopo averlo aperto.

 

E tu? Come ti poni con gli smalti scaduti? Li continui ad utilizzare oppure no? Sapevi che gli smalti scadono? Dimmelo in un commento!

8 Commenti

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  1. In effetti i miei smalti sono spesso molto buoni oltre la durata del PAO proprio perché li tengo in un cofanetto di legno… Molti curativi mi sono diventati in effetti molto densi… Però in effetti le marche più prestigiose di cosmetici fanno formati piccoli…

  2. Cerco di aprire un numero “limitato” di smalti, per cui di solito non riesco ad utilizzarli perché troppo densi, ma ormai alla fine, ben prima della scadenza.
    Ho un vecchissimo smalto Maybelline (senza pao): sarebbe ancora stabile ma si pesca poco perché praticamente finito, lo tengo solo per ricordo 😀

  3. Ho smalti Collistar e Pupa e sono ancora perfetti dopo molti anni post pao, mentre altri purtroppo mi han fatto il liquidino sopra (Essie) e non sono stati piu’ ottimali nella stesura. Quelli che si seccano li odio perché anche aggiungendo un po’ di solvente non si risolve completamente il problema.

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